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Condominio più efficiente | Maggioranza più leggera

Razionalizzare i consumi energetici ed abbassare le bollette del palazzo, facendo risparmiare tutti coloro che ci vivono è possibile. E’ necessario però ripensare al funzionamento dell’intera macchina condominiale.
Nelle assemblee si sa, può diventare complicato prendere concretamente la decisione di realizzare interventi che mirano al risparmio energetico.
Grazie alla nuova legge, per favorire l’accordo tra i vari condomini, i lavori per migliorare l’efficienza energetica (caldaie a condensazione, coibentazione di solai e sottotetti, isolamento termico dell’edificio, sostituzione degli infissi, installazioni di impianti fotovoltaico, solare termico ed eolico) durante l’assemblea condominiale hanno bisogno di una maggioranza più snella rispetto alle altre innovazioni generiche (ad esempio allargamento del portone, area giochi in giardino, trasformazione del tetto in terrazzo, postazioni di ricarica per le auto elettriche). La maggioranza assembleare necessaria per effettuare i lavori di risparmio energetico si compone così: 50%+1 degli intervenuti all’assemblea e 1/2 dei millesimi.

Per usufruire di questa facilitazione è necessario che gli interventi:

  • migliorino effettivamente l’efficienza energetica del palazzo
  • siano fatti nel rispetto delle leggi (accompagnati quindi da una diagnosi energetica compilata da un tecnico autorizzato)
  • non pregiudichino la stabilità e la sicurezza dell’edificio e siano compiuti rispettando il decoro architettonico dell’intero edificio

Un fattore che può complicare la realizzazione di interventi che migliorino l’efficienza energetica è legato alla destinazione d’uso delle parti comuni in cui si intende fare il lavoro. In questo caso basta conciliare entrambe le cose senza togliere ai condomini la possibilità di usufruire dei luoghi comuni.
Ciascun condomino può fare richiesta di realizzare impianti per il miglioramento energetico del palazzo. L’amministratore, successivamente, se ritiene la richiesta sufficientemente chiara e dettagliata, riunirà l’assemblea entro 30 giorni per discuterne la proposta.
Ogni singolo condomino inoltre può installare impianti all’interno del palazzo, anche spazi comuni, che migliorino l’efficienza energetica del proprio appartamento, senza chiedere una particolare autorizzazione all’assemblea. Deve però informare l’amministratore sulle modalità di esecuzione dei lavori.

Quando le imprese ricadono nell’obbligo della diagnosi energetica?

Per dare una definizione omogenea a livello europeo è necessario evidenziare quanto comunicato dalla Commissione europea nella Comunicazione, con il documento COM 762 final del 6 novembre 2013, e integrare le definizioni del D.Lgs. 102/2014, deve essere inoltre analizzata la definizione di “microimprese, piccole imprese e medie imprese”, prevista dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, che costituisce riferimento a livello europeo ai fini dell’applicazione delle politiche comunitarie all’interno della comunità e dello Spazio economico europeo e recepita in Italia attraverso il decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005.

Pertanto, tutte le imprese che non rientrano nella definizione di PMI sono da considerarsi grandi imprese e come tali soggette all’obbligo di diagnosi di cui all’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014. Le categorie di imprese sono individuate sulla base di un determinato numero di soggetti occupati (c.d. “effettivi”) e di un duplice criterio finanziario, rappresentato dal fatturato annuo e dal totale di bilancio.

La grande impresa è l’impresa che occupa almeno 250 persone, indipendentemente dall’entità degli altri due criteri, ovvero l’impresa che, ancorché occupi un numero minore a 250 persone, presenti un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e un totale di bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro

L’impresa è soggetta all’obbligo di diagnosi entro il 5 dicembre dell’anno n-esimo, a decorrere dal 2015, solo se la condizione di grande impresa si è verificata per i due esercizi consecutivi precedenti a tale anno, a decorrere dalla data di chiusura dei conti, ovvero negli anni n-1 ed n-2.

Per altre pecisazioni di maggior dettaglio, vi invito a controllare le disposizioni di carattere generale presenti nella guida dell’utente sulla definizione di PMI, pubblicata dalla direzione generale per l’imprese e l’industria della Commissione Europea.