dic
31
2010
Andrea Bernardi
L´edilizia rappresenta circa il 12% del PIL dell´Unione Europea mentre gli edifici assorbono circa il 40% del consumo di energia e sono responsabili di circa il 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Le abitazioni, inoltre, non sono adeguate ai cambiamenti climatici; in tutti i paesi vi sono case non sufficientemente fresche d´estate e non sufficientemente calde d´inverno (oltre il 15% in Italia, Lettonia, Polonia, Cipro e il 50% in Portogallo) e in paesi come Cipro e l´Italia gli alloggi “non sono equipaggiati per far fronte a inverni rigidi”. Sulla base di tali considerazioni il Parlamento dell’Unione Europea ha approvato una risoluzione che sollecita l´avvio di programmi di efficientamento energetico degli edifici esistenti. In particolare, con il documento presentato da Bendt Bendtsen (PPE, DK) e approvato nei giorni scorsi con 511 voti a favore, 64 contrari e 57 astensioni, il Parlamento: * invita la Commissione a promuovere nuove iniziative a sostegno della ristrutturazione degli edifici nel contesto della prossima strategia innovativa, come ad esempio un partenariato innovativo sull´efficienza energetica in città efficienti sotto il profilo energetico/a emissioni zero;
- incoraggia gli Stati membri a promuovere la sostituzione di determinati edifici inefficienti, non appartenenti al patrimonio storico-culturale, per cui gli interventi di riqualificazione non sarebbero sostenibili né efficaci sotto il profilo dei costi;
- invita gli Stati membri ad accelerare l´introduzione di certificati di prestazione energetica rilasciati in modo indipendente da specialisti qualificati e/o accreditati, sportelli unici che forniscano l´accesso a consulenze e sostegno tecnico nonché incentivi finanziari disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo;
- sollecita gli Stati membri ad adottare sistematicamente la prassi di bandire appalti pubblici che prevedono criteri di efficienza energetica.
È quindi necessario, secondo l’europarlamento, avviare dei programmi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, partendo anzitutto dagli edifici pubblici.
[Fonte: www.europarl.europa.eu ]
[Testo: Risoluzione Ufficiale ]
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dic
20
2010
Andrea Bernardi
La Legge di Stabilità (già Legge Finanziaria), approvata in via definitiva dal Senato ed ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha prorogato la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici fino al 31 dicembre 2011 imponendo, tuttavia, la ripartizione della detrazione in 10 rate annuali anziché 5 come in precedenza previsto.
I contribuenti che hanno in corso dei lavori di riqualificazione, per i quali intendono usufruire della detrazione, che non termineranno entro il 2010 si chiedono come comportarsi per operare correttamente.
La prima risposta arriva dall’ENEA che ha aggiornato la Sezione FAQ (Frequently Asked Questions – Domande Ricorrenti) del proprio sito con la risposta al suddetto quesito (FAQ 65).
L’ENEA precisa che tutte le spese pagate entro il 2010 saranno detraibili in cinque anni (a partire dalla denuncia dei redditi dell’estate 2011); le spese effettivamente sostenute (pagate) nel 2011 saranno invece detraibili in 10 anni a partire dalla denuncia dei redditi dell’estate 2012.
La mancata conclusione dei lavori nel 2010 deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate con un’apposita comunicazione telematica entro il 31 marzo 2011, specificando le spese sostenute nel 2010. La documentazione degli interventi eseguiti, come al solito, deve essere trasmessa ad ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori.
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dic
16
2010
Andrea Bernardi
La Commissione europea ha chiesto formalmente all’Italia e alla Spagna di applicare integralmente la legislazione europea 2002/91/CE relativa al rendimento energetico degli edifici.
La legge, che ha l’obiettivo di ridurre significativamente il consumo energetico degli edifici per contribuire alla lotta contro il riscaldamento climatico e rafforzare la sicurezza energetica dell’UE, prevede che gli Stati membri adottino una metodologia per il calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici e che stabiliscano requisiti minimi in materia di rendimento energetico applicabili agli edifici di nuova costruzione e a quelli esistenti sottoposti a ristrutturazione. Chi acquista o affitta deve ricevere un attestato di rendimento energetico. L’attestato deve essere corredato di raccomandazioni per il miglioramento del rendimento energetico.
Inoltre la norma prevede che ciascuno Stato membro dell’UE sia tenuto a stabilire un sistema di ispezioni periodiche delle caldaie e degli impianti di condizionamento dell’aria.
Se entro due mesi da tale richiesta formale non sarà adottata alcuna misura per garantire l’adeguamento, la Commissione potrebbe decidere di citare gli Stati membri dinanzi alla Corte di giustizia.
La Commissione ritiene che l’Italia e la Spagna non abbiano adottato tutte le misure previste dalla legislazione europea. In particolare per quanto riguarda l’Italia la Commissione segnala che le disposizioni della legislazione italiana in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici non rispondono alle esigenze fissate dalla direttiva 2002/91/CE. L’Italia non ha inoltre adottato alcuna misura relativa all’obbligo di ispezioni periodiche degli impianti di condizionamento dell’aria per valutarne il rendimento.
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nov
3
2010
Andrea Bernardi
I tecnici del governo stanno lavorando ad una proroga delle detrazioni per il risparmio energetico, premiando con l’aliquota del 55% gli interventi che presentano il miglior rapporto tra costo dell’intervento e risparmio energetico realizzato. Gli altri, invece, potrebbero passare al 36 per cento.
Il problema è che, stando alla legge, entro il 31 dicembre dovrebbero essere effettuati gli ultimi bonifici: quelli successivi non saranno più detraibili (Per ulteriori informazioni controllate la F.A.Q. n. 65 dal sito ENEA)
Ma la ragione profonda del provvedimento è quella del risparmio energetico, come evidenzia Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, incaricato di occuparsi della questione: «Come ministero puntiamo alla proroga, che s’inquadra nelle politiche per l’efficienza energetica, anche perché non possiamo dimenticare gli obblighi europei, che prevedono la riduzione dei consumi del 20% entro il 2020. Cerchiamo di farlo attraverso tre politiche: i certificati bianchi, gli standard per la certificazione energetica degli edifici e, naturalmente, il 55 per cento».
L’ostacolo – dice Saglia – è il costo per l’erario: «Anche se, in sintonia con l’Economia, la proroga dovrebbe essere inserita nel decreto di fine anno, l’ex milleproroghe. Del resto l’agevolazione è in vigore dal 2007, ha prodotto investimenti per 11 miliardi e un mancato gettito per 6 miliardi, contro un un incremento delle entrate di 3,2 miliardi e un risparmio in bolletta di 3 miliardi. In sostanza, si andrebbe in pari, senza contare che se non certifichiamo questi risparmi in bolletta l’Unione europea ci multa».
Resterebbe, a questo punto, la definizione della ristrutturazione dell’agevolazione: «La maggior parte del peso è dato dagli infissi», dice Saglia. Ed è proprio il tipo di intervento che costa di più: 2,82 euro (nel 2008) per ogni kWh annuo risparmiato, a fronte di di una riqualificazione energetica globale (1,09 euro/kWh) o una caldaia ad alto rendimento (1,12 euro/kWh). Si tratta di 495 GWh annui risparmiati con 131.500 interventi, ciascuno del costo medio 12.400 euro e un risparmio medio di 2,56 MWh annui. Un nuovo impianto termico ad alta efficienza fa risparmiare quattro volte tanto e costa praticamente lo stesso. «È una forzatura», ribatte Pietro Gimelli, direttore generale Uncsaal (produttori di infissi): «Il serramento porta un risparmio energetico minore ma è una spesa fattibile per tutti. In quanti potrebbero decidere l’investimento per un cappotto termico?».
«L’obiettivo – dice Saglia – è un impatto sui conti pubblici con 150 milioni di euro. Si cercherà di fare una riduzione di aliquota per i prodotti con minor rendimento energetico a fronte della spesa. E stiamo valutando anche una gradualità delle aliquote di detrazione da applicare in base al numero di metri quadrati interessati dai lavori. In ogni caso, entro novembre saremo in grado di definire la questione».
[Fonte: ilsole24ore.com ]
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ott
27
2010
Andrea Bernardi
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, durante un convegno dell’Adiconsum conferma che il Ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico stanno lavorando dietro le quinte per prorogare la detrazione fiscale del 55%:
“Stiamo lavorando con il ministero dell’Economia per dare un futuro a una misura che rappresenta un driver importante per lo sviluppo e la crescita – ha detto il sottosegretario – speriamo di riuscire a prorogare questa misura nonostante le difficoltà di bilancio, magari con regole più selettive”.
Saglia ha poi sottolineato che tale misura non dovrebbe comportare “un esborso erariale ma un saldo quanto meno alla pari”.
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set
30
2010
Andrea Bernardi
Roberto Moneta, funzionario del Dipartimento Energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, intervenendo ad un workshop intitolato “La sfida energetica: un’opportunità per le imprese di costruzioni. Prestazioni energetiche ed evoluzione del mercato residenziale”, organizzato il 21 settembre 2010 dall’Ance, ha annunciato che gli Gli uffici tecnici del Ministero dello Sviluppo economico sono al lavoro per proporre ai Ministri competenti una proroga della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici (Attualmente in scadenza il 31 dicembre 2010) e una ricalibratura delle norme e quote disponibili per promuovere maggiormente gli interventi più efficaci in termini di risparmio energetico e una riduzione degli oneri per lo Stato.
Per il momento – ha precisato Moneta – si tratta una proposta tecnica da porre all’attenzione dei ministri interessati.
Nel corso dell’incontro, il Vice Presidente dell’Ance, Piero Torretta, ha fatto notare che nei tre anni di applicazione la detrazione ha consentito di raggiunger solo il 10% dell’obiettivo di risparmio energetico fissato dal Piano d’Azione nazionale al 2016 (4.500 GW rispetto ai 42.000), è indispensabile – ha affermato Torretta – prevedere una proroga della sua vigenza, rimodulando però il beneficio in modo da “premiare” gli interventi di riqualificazione che consentano di ottenere un significativo risparmio energetico.
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giu
24
2010
Andrea Bernardi
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 Aprile 2010 è stato pubblicato il decreto legislativo 29 Marzo 2010, n, 56 recante “Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.”.
Il provvedimento modifica, oltre al D. Lgs. 30 maggio 2008, n. 115, il D. Lgs. 19 Agosto 2005, n. 192 recante “Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia”.
In particolare l’articolo 7 del D. Lgs. 56/2010 modifica l’allegato C del decreto legislativo 19 Agosto 2005, n. 192, più precisamente la tabella 4.b, anticipando dal 1° gennaio 2011 al 1° luglio 2010 i valori limite della trasmittanza termica centrale dei vetri previsti dal decreto 192/2005.
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giu
15
2010
Andrea Bernardi
Il Comune di Verona ha divulgato un bando per l’accesso ai contributi comunali destinati a chi, persona fisica o ditta, installa una nuova caldaia a metano in sostituzione di caldaie esistenti alimentate a gasolio/olio combustibile, per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, di potenza maggiore o uguale a 35 kW. L’iniziativa, per la quale il Comune di Verona ha stanziato complessivamente 90.000,00 Euro, mira a migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni in atmosfera. Il contributo verrà assegnato fino ad esaurimento del fondo stanziato; le richieste devono essere presentate al Settore Ambiente di Via Pallone 9 -37121 Verona, entro le ore 12,00 del 30 luglio 2010 esclusivamente per posta, a mezzo raccomandata R/R con la seguente dicitura: “bando per l’assegnazione di contributi per la conversione di impianti termici di potenza nominale maggiore o uguale a 35 kW da gasolio/olio combustibile a metano”.
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mag
31
2010
Andrea Bernardi
E’ stata approvata dai parlamentari europei la nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici.
La Direttiva 2002/91/CE sarà abrogata dal 1° febbraio 2012.
La prestazione energetica degli edifici dovrebbe essere calcolata in base ad una metodologia, che potrebbe essere differenziata a livello nazionale e regionale, che prenderà in considerazione:
- le caratteristiche termiche dell’involucro dell’edificio
- il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento,
- l’impiego di energia da fonti rinnovabili,
- gli elementi passivi di riscaldamento e raffrescamento,
- i sistemi di ombreggiamento,
- la qualità dell’aria interna,
- un’adeguata illuminazione naturale
- le caratteristiche architettoniche dell’edificio
- l’efficacia sotto il profilo dei costi
Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici dovranno avere i requisiti previsti per gli “edifici a energia zero”.
Nel documento inoltre si dà sempre più valore alla certificazione energetica che continua ad essere lo strumento fondamentale per conoscere il parco immobiliare.
Viene predisposta una procedura per gli edifici esistenti e di nuova costruzione e vengono ribaditi i requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione.
[Fonte: Anit - Scarica il testo ]
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mag
8
2010
Andrea Bernardi
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile scorso è stato pubblicato il decreto legislativo 29 marzo 2010, n, 56 recante “Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.”.
Tra le modifiche apportate al provvedimento segnaliamo quelle apportate all’art. 11.
L’art. 11 del provvedimento prevede incentivi “urbanistici” per gli edifici (di nuova costruzione o esistenti) più efficienti dal punto di vista energetico.
Per gli edifici di nuova costruzione, in particolare, il comma 1 del suddetto articolo prevede che non siano considerati nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura:
- gli spessori delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti superiori ai 30 centimetri (per la sola parte eccedente, fino ad un massimo di 25 cm);
- il maggiore spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all’esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici (fino ad un massimo di 15 cm per i solai intermedi).
Sempre nel rispetto di tali limiti è permesso derogare a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito:
- alle distanze minime tra edifici;
- alle distanze minime di protezione del nastro stradale;
- alle altezze massime degli edifici.
Per gli edifici esistenti, sui quali si intende realizzare interventi di riqualificazione energetica che comportano maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di copertura, è prevista (art. 11 comma 2) la deroga alle normative nazionali e locali, alle distanze minime tra edifici e dalle strade:
- nella misura massima di 20 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne e delle altezze massime degli edifici;
- nella misura massima di 25 centimetri, per il maggior spessore degli elementi di copertura.
Tale deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti.
In base alle modifiche apportare dal D.Lgs. 56/2010, in entrambi i precedenti casi e sempre nel rispetto dei limiti predetti, è ora possibile derogare anche alle distanze minime dai confini della proprietà.
È stata quindi ampliata la casistica originariamente prevista dal D.Lgs. 115/2008, che prevedeva la possibilità di non considerare gli spessori aggiuntivi di elementi verticali, solai e coperture, derogando ad altezze massime e distanze minime tra edifici.
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