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Impianti ad anello

Impianti ad anello

Il sistema di climatizzazione ad anello d’acqua (Water Loop Heat Pump) è diffuso negli Stati Uniti da più di 30 anni mentre risulta ancora poco utilizzato in Europa.

Impianto ad anello I suoi pregi si possono riassumere in semplicità, flessibilità d’uso ed efficienza energetica. Esso è basato sull’impiego di apparecchi autonomi a pompa di calore acqua-aria, collegati tra loro da un anello d’acqua che funge da sorgente di calore in fase invernale e da sistema di smaltimento di calore in fase estiva. Integrato da un sistema di distribuzione di aria primaria, l’impianto consente una regolazione individuale della temperatura ambiente in ogni stagione ed offre prestazioni analoghe ad un sistema a fan-coil a 4 tubi, ma con ingombri ridotti grazie all’impiego di soli 2 tubi che, date le temperature in gioco, non necessitano di isolamento termico. Il sistema è particolarmente adatto per utenze quali uffici, alberghi e centri commerciali, in particolare se caratterizzati da carichi di raffreddamento anche nel periodo invernale. In edifici caratterizzati da esposizioni diverse l’anello d’acqua consente infatti di realizzare in modo efficace e semplice il recupero di calore. Nel momento in cui alcune unità funzionano in regime di raffreddamento e le restanti sono contemporaneamente in regime di riscaldamento, il calore che le prime asportano dall’ambiente viene infatti trasferito tramite l’anello d’acqua alle zone che devono essere riscaldate, oppure ad un serbatoio di accumulo. Nel caso in cui si verifica l’eguaglianza tra carichi di raffreddamento e di riscaldamento, l’anello d’acqua si trova in equilibrio termico (temperatura compresa tra 16 e 35 °C) e non si verifica alcun prelievo di energia, ad eccezione dei consumi elettrici per l’azionamento delle pompe di calore. Se si superano tali limiti di temperatura dell’acqua dell’anello è necessario ricorrere all’integrazione o allo smaltimento di calore.
I costi di investimento risultano in genere più elevati rispetto agli impianti tradizionali: i potenziali risparmi nei costi di esercizio devono quindi essere calcolati mediante un’accurata analisi energetica sulla base di un’esatta definizione delle condizioni di progetto e di una simulazione dei profili giornalieri e stagionali dei carichi di raffreddamento e di riscaldamento di ciascuna zona.
Il fluido frigorigeno impiegato negli apparecchi è l’R407C. Le unità sono disponibili nelle comuni tipologie per installazione in ambiente a pavimento (con o senza mobiletto) oppure nel controsoffitto canalizzabile (orizzontale e verticale), nella versione per il trattamento dell’aria primaria ed in quella Roof Top per centri commerciali. Gli apparecchi a pavimento sono dotati di compressori rotativi mentre quelli canalizzabili e quelli per l’aria primaria sono equipaggiati con compressori scroll.

[Bibliografia: RCI / Giuseppe Frigerio, Eleca s.p.a.]

Andrea Bernardi

Termotecnico / Energy Consultant (heating and cooling) Un mondo ecologico è possibile ed è più facile di quel che si pensa! EV enthusiast, da 2014 sono un felice proprietario di un'auto completamente elettrica

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